”Questione di tempo” (tempo interiore e tempo esteriore)

In questo articolo analizzerò il film ”Questione di tempo”, presentandone innanzitutto la trama. In seguito farò un paragone tra ‘Questione di tempo’ e ‘Ricomincio da capo’ per osservare come entrambi i film giungano alla stessa conclusione: la vera forza, così come la vera conoscenza, consiste proprio nell’accettazione dei propri limiti e nel riconoscimento e apprezzamento delle imperfezioni umane. Così come ”Ricomincio da capo” ci fa capire che ”da uomini si è infinitamente migliori”, allo stesso modo ”Questione di tempo” ci fa capire che anziché tornare indietro nel tempo e cercare di cambiare gli eventi a proprio piacimento l’unica cosa da fare è vivere ogni giorno al meglio apprezzando la vita per la sua semplicità e le sue ‘imperfezioni’ e trarre insegnamento da esse.

Il film inglese del 2013 ‘Questione di tempo’ (About time), scritto e diretto da Richard Curtis, parla di un ragazzo di ventuno anni, di nome Tim, che vive in Cornovaglia, al quale, dopo l’ennesima deludente festa di Capodanno, il padre, Bill Nighy, confessa il segreto di famiglia: tutti gli individui di sesso maschile del ramo paterno qualora si chiudano in un luogo buio e stringano con forza i pugni pensando alla situazione già vissuta in cui vogliono andare, hanno sempre avuto la capacità di viaggiare nel tempo. Tim può dune modificare i singoli avvenimenti per correggere il proprio futuro, tuttavia deve stare attento al cosiddetto ”effetto farfalla”: piccole variazioni alle condizioni iniziali producono grandi cambiamenti nel comportamento a lungo termine del sistema perciò tale potere deve essere usato solo per quegli eventi che trasformano la vita in quella che si desidera.

Nighty utilizza tale potere per leggere il più possibile, anche gli stessi libri più volte, un altro parente per avere tantissimi soldi e Tim per trovare una ragazza. Tuttavia egli constata quasi subito che ”non basta essere padroni del viaggio nel tempo per fare innamorare qualcuno” (citazione dal film). Giunto a Londra dalla Cornovaglia per diventare avvocato, Tim incontra Mary. I due si innamorano, ma per colpa di un fatale viaggio nel tempo di allontanano per sempre. Ma s’incontrano di nuovo, come se fosse la prima volta, e continuano a incontrarsi ancora fino a quando, giocando d’astuzia contro il tempo, Tim riuscirà finalmente a conquistare il suo cuore. Dopo una serie di peripezie, però, Tim si rende conto che tale potere rende la sua vita più complicata anziché migliorarla, non risparmiandogli le normali sofferenze della vita, e che l’unica cosa da fare anziché tornare indietro nel tempo a proprio piacimento è vivere ogni giorno al meglio, senza le ansie che impediscono di cogliere la bellezza della vita quotidiana, come il padre saggiamente consiglia, e renderlo speciale.

In entrambi i film il tempo svolge un ruolo preponderante, tuttavia mentre in ‘Ricomincio da capo’ Phil Connors, pur cercando di volgere l’onniscienza a proprio favore, è vittima del tempo che si ripete, in Questione di tempo Tim è padrone del tempo, è lui che decide in quale momento della sua vita tornare e quale situazione cambiare. Tuttavia in entrambi i film solo i protagonisti si rendono conto della ripetizione, mentre tutti gli altri personaggi no: in entrambi i film si può fare una distinzione tripartita tra tempo ”soggettivo” (in ”Ricomincio da capo” di Phil Connors; in ”Questione di tempo” di Tim), tempo ”oggettivo” (il calendario che tutti gli altri aspettano), e tempo ”della narrazione” (i giorni che effettivamente ci vengono mostrati nel film) (Stramaledettamente logico).

L’altra caratteristica in comune dei due film è il ruolo principale dell’amore che sia Connors che Tim scelgono come campo nel quale esercitare la propria ”onniscienza”. Entrambi capiscono che il vero senso della vita è l’amore: amare e essere amati, fare del bene agli altri, in maniera incondizionata e non funzionale. Tale concetto è più evidente in ‘Ricomincio da capo’ in cui Connors, per approfittare della ripetizione, della sua onniscienza, del fatto che le sue azioni, qualsiasi esse siano, non abbiano una conseguenza, dapprima compie azioni immorali, quali guidare contromano o altre cose del genere, dando libero sfogo agli impulsi più brutali e infantili, infrangendo le regole alle quali era stato sottoposto tutta la vita; in seguito si rende conto che la vera libertà non consiste nell’essere padroni del mondo, ma di se stessi e della propria vita, facendo del bene agli altri: l’altruismo è l’unica vera chiave della felicità.

Sia Connors che Tim giungono alla stessa conclusione per cui il loro potere non basta per far innamorare qualcuno, non basta conoscere gli eventi in sé, ma bisogna fare un percorso di conoscenza più profondo, più interiorizzato; è necessario cambiare se stessi per dare una svolta effettiva alla propria vita. ”Connors infatti spezzerà il cerchio infernale quando passerà da una conoscenza che si limita a raccogliere i dati a una conoscenza che lo trasforma” (stramaledettamente logico) così come Tim si renderà conto che anziché cambiare gli eventi bisogna cambiare se stessi e il modo nel quale si affronta la vita.

In realtà sia Ricomincio da Capo che Questione di tempo non sono film che riguardano il tempo, ma la metafisica delle possibilità, vista attraverso la metafora del tempo come serbatoio di possibilità (Stramaledettamente logico). A tal proposito penso sia dovuto citare Kundera, il quale, nell’arte del romanzo affronta la relazione che lega l’esistenza  e la possibilità: il romanzo non indaga la realtà, ma l’esistenza. E l’esistenza non è ciò che è avvenuto, l’esistenza è il campo delle possibilità umane, di tutto quello che l’uomo può divenire, di tutto quello di cui è capace. I romanzieri disegnano la carta dell’esistenza scoprendo questa o quella possibilità umana. é necessario dunque intendere tanto il personaggio quanto il suo mondo come possibilità’. Tim, come anche Connors, approfittano dei loro poteri per esplorare tali varianti parallele del mondo reale.

In conclusione, sia Tim che Connors capiscono che ”viaggiamo tutti insieme nel tempo, ogni giorno della nostra vita e possiamo fare solo del nostro meglio per gustare questo viaggio straordinario” (cit. del film) dunque ciò che conta non è cambiare gli eventi in sé, ma se stessi e il punto di vista con il quale si guardano essi, e dunque apprezzare la vita per la sua semplicità anziché tentare di cambiarla.

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