PIANO

Buongiorno miei cari lettori, oggi vi voglio far soffermare sul termine “piano” in quanto esempio di polisemia. Innanzitutto, bisogna dire che l’ambiguita’ e’ la proprieta’ di una forma lessicale di avere piu’ di un significato. Questa proprieta’ puo’ essere di due tipi principali: il primo tipo e’ l’ambiguita’ contrastiva (o omonimia) ossia quando una forma lessicale che in una lingua ha accidentalmente due o piu’ significati distinti e non correlati tra loro; il secondo tipo e’ l’ambiguita’ complementare (o polisemia) che e’ il caso in cui una forma lessicale ha piu’ significati che hanno una relazione piu’ o meno evidente tra loro: questo e’ il caso di “piano”. Tale termine (a me molto caro -chi indovina il perche’ vince un abbraccio) ha vari significati: 1) agg. piatto; avv. adagio 2) superficie; pianura; strato; palco; inquadratura 3) progetto; schema, disposizione; proposito. La cosa interessante e’ che le varie accezioni nascono grazie al fenomeno dell’estensione e che quindi nonostante appaiano differenti in realta’ sono delle diramazioni di una stessa matrice

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