Kentridge: la mia Lulu dai mille volti.

William Kentridge sta per invadere anche il palco del Teatro dell’Opera di Roma Costanzi con Lulu di Alban Berg, in scena dal 19 al 30 maggio con il Maestro Alejo Pérez alla direzione dell’orchestra, il cui tema è l’instabilità, nell’impossibilità di far collimare ossessione e desiderio.

Il grande artista sudafricano offre dunque ai romani la sua rilettura di Lulu e della sua protagonista, donna inquieta e affascinante: partendo dai suoi disegni a inchiostro, il regista li pone in relazione con la musica, ma anche con i costumi ricercati, le luci e le videoproiezioni usate come ambientazione degli eventi o come modo per dare voce ai pensieri del personaggio. “L’inchiostro ricorda il sangue che scorre nell’opera”, spiega Kentridge, “i fogli dei disegni vengono proiettati per creare un ritratto di Lulu e mentre volano in un movimento che ricorda la musica danno un senso di instabilità”.

Per Kentridge ciò che conta non è la lunghezza -la rappresentazione dura circa 4 ore-, ma l’importante è che il pubblico attraverso l’opera viva un’esperienza emotiva forte. L’opera condensa in sé un’infinita varietà di stili, da Wagner alla dodecafonia e si compone di tantissimi personaggi, tutti estremamente caratterizzati anche dal punto di vista drammaturgico.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...