Laboratorio di lineamenti di genere

ELABORATO FINALE

INTRODUZIONE:

Il laboratorio di lineamenti di genere è consistito in sette incontri dedicati a parole chiave del femminismo dagli anni Settanta a oggi:
“Sesso,Genere, Relazioni”. Docenti: Federica Giardini, Beatrice Busi.
“Natura, Cultura, Artificio”. Docenti: Serena Fiorletta, Ilenia Caleo.
“Tradizione, Memoria, Oblio”. Docenti: Federica Castelli, Loredana Rotondo, Archivia.
“Autocoscienza, Soggettività, Agency”. Docenti: Paola Rudan, Valeria Mercandino.
“Libertà, Empowerment, Autodeterminazione”. Docenti: Alessandra Chiricosta, Eleonora Forenza.
“Giustizia, Diritto, Diritti”. Docenti: Anna Simone, Ilaria Boiano.
“Affettività, Sessualità, Parentela”. Docenti: Mariaenrica Giannuzzi, Alessia Acquistapace, Federica D’Andrea.
Tali temi, trattati nel contesto femminista, si rivelano sempre attuali e utili sia a livello individuale che collettivo.
03/03/ 2017
LABORATORIO DI LINEAMENTI DI GENERE
ELABORATO N° 1
“Sesso, genere, relazioni”
La donna è stata sempre combattuta tra la sfera individuale e quella collettiva/pubblica.
In teoria, se la donna è normale o anormale è il medico che lo stabilisce, se il suo corpo funziona o no non lo può dire la donna stessa, che non ha gli strumenti per giudicarlo. In pratica l’emancipazione della donna consiste nel suo imparare a valutare autonomamente che cosa è bene per sé e per gli altri e non farselo dire da un altro soggetto.
Una delle prime grandi rotture operate dal femminismo consiste nell’autocoscienza: ossia rendersi indipendenti. Queste donne tagliano i ponti con la cultura, con la mole di informazioni, dei giornali e si ritrovano fra di loro. L’ autocoscienza non è mai un atto individuale, poiché la donna da sola si può raccontare molte storie, ad esempio che è frigida dunque malata o che è frigida dunque una donna pia; tuttavia ciò che è vero per una donna singola è vero solo se è vero anche per un’altra. Dunque la collettività femminile non serve più come sorellanza generica, come solidarietà verso un mondo esterno pericoloso, ma come conferma dell’individuo, poiché una donna può scoprire la verità circa la propria interiorità solo grazie ad un’altra donna.
Abbiamo focalizzato l’attenzione su Carla Lonzi che ribadisce il concetto sopra espresso secondo cui per avere una qualche verità sul corpo di una donna la prima cosa è la relazione con un’altra. Le donne scoprono di avere tutte lo stesso problema o problemi simili. Quello che veniva considerato come una malattia individuale è uno stato condiviso. Ciò è una dimostrazione del fatto che la donna singola non è malata, poiché il suo disagio è condiviso anche dalle altre donne.
Nonostante La letteralità della zona del corpo femminile, tutti gli scambi tra donne, i confronti, l’ auto-inchiesta tra donne, le esperienze, gli stati d’animo, i testi collettivi, si rielaborano con l’idea che è prodotta in autonomia dai rapporti tra donne e che va a polemizzare con ciò che viene detto dal
medico, dalla morale, dal prete, dalla legge sul corpo delle donne e si giunge alla differenza, messa in evidenza da Carla Lonzi, tra:
la donna clitoridea e la donna vaginale.
Clitoridea e vaginale sono due modi di definire l’energia della persona femminile.
La donna vaginale è una donna che ama perdersi nell’altro, confonde il suo piacere con quello dell’altro, gode se l’altro è felice, é la donna che non distingue il proprio sguardo e quello dell’altro.
La donna clitoridea è quella che configura il rapporto con le proprie energia indipendentemente. La donna clitoridea si soddisfa da sola, donna matura che sa qual è il proprio piacere, sa comprarselo, sa stare al mondo, sa individuare i propri bisogni, e li sa soddisfare in autonomia e indipendenza.
Nel femmnismo ‘genere e sesso’ generalmente compaiono in coppia.
C’è stato per un lungo tempo un dibattito accademico se fosse una questione di genere o sesso nelle donne.
Il genere non era opposto al sesso.
Joan Scott sottolinea che la distinzione di genere, ossia la questione di genere, non è sessuale ma serve per distribuire le attività sociali secondo delle configurazioni riconoscibili, per un’urgenza prettamente materiale.
A lungo si è indagato sulle accezioni di corpo in termini biologici e sessuali.
A livello fisiologico il corpo  può essere considerato come un serbatoio di impulsi che determinano delle reazioni; tuttavia in psicanalisi, in particolare, secondo Freud, siccome nel sogno accadono processi biologici tanto quanto cognitivi, il corpo ha una componente insieme cognitiva e biologica, a seconda dei momenti.
10/03/2017
LABORATORIO DI LINEAMENTI DI GENERE
ELABORATO N° 2
“Natura, cultura, artificio”.
Di questi tre concetti natura e cultura sono una dicotomia che parte da molto lontano.
Un tempo venivano considerati autonomi, dotati di una realtà esistente:
il naturale è dato per sempre
il culturale (o umano) deriva da un cambiamento
Col passare del tempo avviene la naturalizzazione della cultura, per cui i due concetti che inizialmente sembravano distinti cominciano a mescolarsi.
Il corpo è un confine culturale. Il corpo in sé è naturale, ma può essere veicolo comunicativo: il vestiario, il tatuaggio e il buco alle orecchie hanno la funzione di definire l’identità di genere.
I bambini fino all’adolescenza sono neutri, poi la loro identità sessuale si definisce.
17/03/2017
LABORATORIO LINEAMENTI DI GENERE
ELABORATO N° 3
“Tradizione, memoria, oblio”.
Abbiamo analizzato il ruolo della donna partendo dall’analisi delle poleis greche. Già da allora la donna viene associata all’idea di conflitto e discordia in quanto rappresenta un fantasma per la dinastia maschile.
Aristotele fa una gerarchia di positività (dal figlio più auspicabile a quello meno auspicabile).
1) Maschio che assomiglia al padre
2) Maschio che assomiglia alla madre
3) Femmina che assomiglia al padre
4) Femmina che assomiglia alla madre
Si è trattato il tema della donna in relazione al concetto di memoria e oblio.
In particolare abbiamo visto il video di Carla Lonzi che trova nel femminismo la risposta a tutto il suo disagio e si dedica completamente ad esso.
I vuoti di memoria sono legati alla sofferenza, poiché il conscio, per proteggersi, tende ad eliminare tutto ciò che può risultare doloroso/pericoloso per
l’io/l’immagine dell’io.
24/03/2017
LABORATORIO DI LINEAMENTI DI GENERE
ELABORATO N° 4
“Libertà’, Empowerment, Autodeterminazione”
In ottica femminista l’Empowerment si relaziona con la liberazione e l’autodeterminazione attraverso la prospettiva dei corpi.
Le donne praticano arti marziali per sperimentare il proprio corpo. Il loro lavoro psicocorporeo consiste nell’andare oltre il corpo.
Abbiamo parlato della GULABI GANG, il cui primo obiettivo è il WOMEN EMPOWERMENT, la
salvaguardia psico-fisica delle donne.
Il corpo è il punto di partenza per l’emancipazione della donna.
Abbiamo anche parlato del WEND DO (la via delle donne), che è un modo di difesa fisico e
psicofisico che ha l’obiettivo di offrire alle donne tecniche e strategie per affrontare, prevenire, o
gestire situazioni di violenza o maltrattamento, accompagnandole a un percorso di riflessione sul tema della violenza, rafforzando l’autostima e il senso di sicurezza.
L’autodeterminazione non ha un contenuto, consiste nel:
1) diritto di lavorare
2) diritto di riprodursi
Liberazione consiste nell’allontanarsi dalla sofferenza, dell’egoicità e dalle vite precedenti.
La parola Empowerment ha il tema del potere come una relazione. La prospettiva del potere consiste nella prospettiva della possibilità.
31/03/2017
LABORATORIO LINEAMENTI DI GENERE
ELABORATO N° 5
“Autocoscienza, soggettività e agency”.
Carla Lonzi crede nell’autodeterminazione, ma in un contesto maschile, patriarcale; la domanda che si pone è come potremmo essere libere se siamo in un contesto
maschile, patriarcale.
Lonzi non si concentra tanto sulla possibilità di abortire, ma sulla sessualità, sul praticare la libertà.
Autocoscienza è la pratica politica della soggettività.
Molte donne si distaccano dai gruppi principali e si riuniscono nelle case.
Il ’74 è l’anno della legge sull’aborto.
Carla Lonzi attraverso l’esperienza di critica d’arte, raggiunge il femminismo.
Il soggetto è capace di concentrarsi e di rivolgere l’attenzione su di sé.
Il termine fondamentale è il riconoscimento.
La presa di distanza dalla cultura maschile.
L’autocoscienza non è una pratica spontanea.
L’adesione di relazione, lo stare al mondo.
La negatività stessa serve per la costruzione del sé.
Il riconoscimento di sé attraverso il riconoscimento dell’altro.
L’autocoscienza è un processo non finito, ma costruttivo.
L’autocoscienza è una pratica femminista non solo per donne.
L’agency è una pratica di parole tra donne, consiste nel togliere quella dose di passività e cercare
l’autenticità.
Dare un senso compiuto alla propria esperienza attraverso la parola che ha un effetto
materiale.
L’agency prevede che siamo attori sociali in quanto esseri pensanti.
Nel pensare sociale prendono forma le nostre vite.
La condivisione, la sorellanza, la solidarietà tra donne si guadagna, il femminismo riposa sulla fine della misoginia.
Tutti insieme, si preserva la propria individualità.
07/04/2017
LABORATORIO DI LINEAMENTI DI GENERE
ELABORATO N° 6
“Diritto, diritti, giustizia”.
In tale incontro abbiamo parlato del rapporto tra il diritto e la giustizia e il femminismo.
Il diritto risulta negativo se è inteso come potere.
Il diritto risulta positivo se è inteso come sapere.
Colui che viola il diritto è colpevole, ma è anche colpevole colui che per riparare al torto subito abusa della riparazione.
Vi sono tre tipi principali di abusi:
Abuso della parola
Abuso della ragione
Abuso della comunicazione
Quando si risolvono le controversie è bene sentire entrambe le campane.
Bisogna rispettare i principi della convivenza civile e il principio del vivere civile.
La verità non esiste. Esistono solamente verità parziali.
Il diritto può essere inteso sia come:
1) volontà.
che come
2) sapere.
Il diritto è una combinazione tra “autoritas” (ossia sapere) e ratio (ossia esperienza).
La giustizia consiste nell’applicazione ragionata del diritto, modulata a seconda dei casi.
Per quanto riguarda il femminismo, la donna ha sempre dovuto lottare per svolgere il suo ruolo di madre, moglie e donna e far rispettare i propri diritti all’interno
di una società patriarcale.
Dunque, se da un lato è giusto che la donna rivendichi i propri diritti, dall’altro non bisogna far sì che ella per riparare al torto subito abusi della riparazione.
In conclusione abbiamo parlato sia del conflitto nato dal tentativo di riparazione femminile sia del diritto come cultura del limite.
21/04/2017
LABORATORIO LINEAMENTI DI GENERE
ELABORATO N° 7
“Affettività, Sessualità, Parentela”.
In questo incontro abbiamo analizzato le differenze tra i rapporti: sessuali, di affetto, di amicizia, di parentela.
Tra gli amici ci sono quelli con le chiavi di casa che dormono nello stesso letto e che si possono chiamare nel momento del bisogno.
Coinquilini non amici: si mangia la pasta insieme, fanno la spesa per te se sei malata.
La sessualità è un legame basico, ad esempio gli scopamici.
La pratica sociale crea intimità e non la consaguineità.
Ci sono persone che crescono bambini senza avere un rapporto di coppia.
RETI AFFETTIVE POLITICHE: fare cose insieme anziché conoscersi con contenuto politico.
L’esperienza di queste relazioni produce lo spacchettamento dei seguenti elementi:
fare sesso,
fidarsi,
prendersi cura,
l’impegno pure se sei stanco,
la condivisione di reddito,
presentare il proprio partner agli altri.
Esiste un tipo di relazione in cui c’è la cura, ma nessuna proiezione nel futuro.
La normatività della coppia è una prova di maturità e porta alla felicità.
La coppia: rapporto sentimentale e sessuale a due, tendenza monogama, prioritaria, totalizzante, con la proiezione nel futuro; si tratta di un’ espressione naturale
dell’Amore.
CONCLUSIONE:
In conclusione questi sette incontri ci sono serviti per analizzare l’emancipazione della donna nel tempo: la sua presa di coscienza, in senso interiore, intimo, psicologico, fisico, morale e giuridico. Ciò è fondamentale per capire il ruolo della donna all’interno della società, le sue difficoltà sia nella sfera privata (di relazione) che pubblica (di lavoro).
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