Neuroscienze

1. Definire il concetto di competenza:

Per competenza s’intende l’insieme di conoscenze implicite/esplicite che ci consentono di sapere e fare qualcosa: quelle implicite sono inconsapevoli, mentre quelle esplicite sono consapevoli.
Un esempio di competenza implicita è la capacità di produrre suoni.
Un esempio di competenza esplicita è l’apprendimento di informazioni.

2. Definire il concetto di comunicazione:

La comunicazione è un processo interazionale tra individui diversi che permette di trasmettere informazioni da semplici richieste a pensieri complessi mediante l’uso di un determinato canale: se viene utilizzato il canale acustico fonatorio si parla di comunicazione verbale, se non viene utilizzato il canale fono-articolatorio si parla di comunicazione non-verbale.

3. Tracciare la distinzione fra competenza comunicativa verbale e non verbale:

La competenza comunicativa non verbale: è la capacità di trasmettere informazioni non utilizzando il canale fono-articolatorio. Si distingue in: cinesica (movimento), prossemica (spazio), aptica (contatto reciproco), socio-culturale (rapporti di ruolo).
La competenza comunicativa verbale: è la capacità di trasmettere informazioni utilizzando il canale acustico-fonatorio e si divide in paralinguistica e linguistica di cui la prima consiste nella capacità di produrre e interpretare gli elementi che modulano la comunicazione e la seconda si divide in lingua e linguaggio.

4. Descrivere il ruolo della competenza cinesica nello sviluppo del linguaggio (?)

La prima competenza non verbale quella cinesica cioè l’insieme di conoscenze implicite/esplicite che ci permettono di trasmettere informazioni attraverso il movimento.

5. Definire la competenza paralinguistica:

La competenza paralinguistica è la capacità di produrre e interpretare gli elementi che modulano la comunicazione.

6. Distinzione fra i concetti di linguaggio e lingua:

Il linguaggio è la facoltà cognitiva comune a tutti gli individui della specie Homo sapiens sapiens di utilizzare un codice comunicativo molto complesso e con una precisa struttura, indipendente dalla sua realizzazione formale sia essa verbale, gesticolatoria o mimica, in grado di esprimere idee, considerazioni, propositi, ricordi con modulazioni illimitate; la lingua è l’attuazione storica e sociale del linguaggio verbale.

7. Livelli di analisi del linguaggio e unità minime per ciascun livello:

1.fonetica, foni
2.fonologica, fonemi
3.mofofonologica, sillabe
4. morfologica, morfemi
5. morfosintattica, parole
6. sintattica, sintagmi
7. semantico-lessicale, tratti semantici
8. semantico-frasale, i significati lessicali,
9. pragmatica, intenzioni comunicative
10.testuale, discorsivo, proposizioni contestualizzate.

8. Negli ultimi trent’anni si è cercati di stabilire l’eventuale presenza di indici acustici invarianti ovvero di caratteristiche acustiche legate alla fonazione dotate di una certa costanza tra i parlanti e le varie lingue:

-per identificare una vocale è necessario individuare almeno le prime due formanti che la costituiscono (F1 e F2)
-non è possibile comprendere o produrre determinati tipi di consonanti in isolamento senza che vengano accompagnate da una vocale
-il VOT.

9. Descrivere la struttura delle sillabe:

Le sillabe sono un’unità con una struttura complessa, costruite intorno ad un elemento centrale, il nucleo sillabico caratterizzato da un picco d’intensità acustico, che nel caso dell’italiano corrisponde ad una vocale. Gli elementi fonologici che precedono il nucleo sono detti incipit della sillaba, mentre i fonemi che lo seguono sono la coda. Il nucleo e la coda costituiscono la rima. Le sillabe possono essere deboli o atone, se manca loro l’accento, oppure forti e toniche, se accentate. Le sillabe deboli e forti formano piedi.

10. Definire la differenza tra parole di classe aperta (parole contenuto) e parole di classe chiusa (parole funzioni o funtori):

Le parole di classe aperta appartengono a categorie lessicali continuamente ampliabili e hanno un valore semantico, mentre quelle di classe chiusa appartengono a categorie lessicali ben delimitate, non ampliabili e non hanno valore semantico.

11. La pragmatica:

La pragmatica si occupa di competenza pragmatica e consente di collegare le frasi ai contesti di produzione e comprensione in reali situazioni comunicative. La pragmatica va oltre il linguaggio letterale, e dunque, oltre all’elaborazione linguistica si occupa dell’abilità di di trarre inferenze appropriate rispetto alle intenzioni comunicative dell’interlocutore (vedi Grice).

12. Psicolinguistica:

Partendo dall’assunto Chomskiano che il linguaggio è una competenza dovuta a specifici meccanismi nella mente di chi parla e di chi ascolta, la psicolinguistica denota un settore multidisciplinare che indaga i processi coinvolti nell’elaborazione linguistica, le correlazioni tra tali processi, lo sviluppo delle competenze linguistiche in età evolutiva e la modificazione di queste competenze in relazione all’avanzare dell’età.

13. Descrivere il funzionamento cognitivo:

Si può parlare i sistema cognitivo a partire dalla storica recensione di Chomsky a Verbal Behaviour di Skinner del 1959. Da quel momento in poi si registra una restaurazione del cognitivismo per teorizzare un funzionamento del sistema di elaborazione su cui si basa ogni esperienza umana (visiva, uditiva, motoria). La teoria principale è quella modulare di Fodor, secondo la quale l’architettura dei processi mentali è costituita da moduli innati, indipendenti e specifici per dominio.

14. Descrivere i meccanismi dell’attenzione:

Per attenzione intendiamo un insieme di processi cognitivi che ci consentono di filtrare la quantità abnorme di informazioni in entrata per selezionare una serie di stimoli utili e permetterci di interagire con questi. Ci sono tre tipi di attenzione: selettiva, sostenuta e divisa. L’attenzione selettiva è la capacità di concentrare il focus solo su una serie di stimoli inibendo tutti gli altri da cui veniamo raggiunti. L’attenzione divisa è la capacità di focalizzarci su più stimoli contemporaneamente, con un peggioramento delle prestazioni e l’attenzione sostenuta è la capacità di mantenere livelli di arousal attentivi per un periodo prolungato contrastando il normale decadimento del focus.

15. Descrivere l’approccio modulare al sistema cognitivo:

Le ricerche sulla natura del sistema cognitivo sono inquadrate in due approcci distinti: teorie d’ispirazione modulare e connessioniste. Secondo quelle d’ispirazione modulare (Fodor) il sistema cognitivo consisterebbe in una serie di funzioni diverse e una serie di sistemi elaborativi periferici indipendenti detti moduli; secondo i modelli connessionisti la conoscenze consisterebbe nelle connessioni tra i nodi all’interno di una rete neurale. Tra i sistemi cognitivi che sono ritenuti di tipo modulare si possono annoverare il lessico mentale e la memoria.

16. Descrivere il sistema elaborativo del linguaggio:

Il linguaggio è un sistema cognitivo modulare specializzato nell’esecuzione di compiti specifici. Il modulo del linguaggio è a sua volta suddiviso in sub-moduli, elaboratori specializzati che corrispondono ai livelli di analisi individuati dalla linguistica generale che sono i seguenti: analisi fonetica, fonologica, morfofonologica, morfologica, morfosintattica, sintattica, semantica (lessicale/frasale), pragmatica e testuale discorsiva.

17. Descrivere le dimensioni micro- e macro elaborativa del linguaggio:

Nel complesso l’elaborazione del linguaggio si articola in due dimensioni: micro elaborativa e macro elaborativa.

La dimensione micro elaborativa si occupa dei livelli di elaborazione fonetica, fonologica, morfofonologica, morfologica, morfosintattica, sintattica e semantica; la dimensione macro elaborativa del linguaggio è costituita dal livello di elaborazione pragmatica.

18.Il modello modulare classico di Caramazza:

I principali modelli del linguaggio sono basati sul lessico: in particolare, il modello classico di Alfonso Caramazza cerca di descrivere la struttura del lessico mentale postulandone un’interazione con un meccanismo sensoriale di input e un meccanismo motorio di output. Il lessico fonologico d’input è un magazzino di memorie dichiarative a lungo termine, che contiene informazioni acustiche delle parole conosciute da un persona che servono per la comprensione; mentre il lessico fonologico di output è un magazzino di memorie a lungo termine che contiene informazioni articolatorie che servono per produrre le parole conosciute.

19. Descrivere la nozione di entrata lessicale:

Quando delle nuove parole entrano all’interno del nostro lessico mentale, esse lo fanno sotto forma di entrata lessicale, in cui sono immagazzinate informazioni relative alla loro scrittura, pronuncia, e composizione fonologica (informazioni ortografiche, fonetiche e fonologiche), alla loro composizione sillabica (informazioni morfo-fonologiche), strutturazione interna e categoria di appartenenza e significato e contesto sintattico.

20. Descrivere i rapporti tra sistemi di memoria e il linguaggio:

L’acquisizione lessicale implica il riconoscimento di parole immagazzinate nella memoria e da ciò si deduce la stretta relazione tra il sistema cognitivo della memoria e quello del linguaggio. La memoria si divide in breve termine e lungo termine. E la memoria a lungo termine si divide in non dichiarativa e dichiarativa. La memoria dichiarativa è costituita da memoria semantica e episodica.

21. Descrivere le caratteristiche della memoria di lavoro:

La memoria di lavoro è l’evoluzione del concetto di memoria a breve termine, il cui paradigma dominante è costituito da quattro sistemi interagenti: il taccuino visuo-spaziale, il circuito fonologico, il magazzino episodico e una struttura centrale esecutiva.

22. Descrivere le caratteristiche della memoria a lungo termine dichiarativa (esplicita o consapevole):

la memoria dichiarativa è una memoria a lungo termine esplicita che si divide in tre tipi: semantica, episodica e autobiografica. Quella semantica riguarda conoscenze oggettive, quella episodica riguarda eventi, e quella autobiografica eventi personali. La memoria episodica e quella autobiografica servono per il mental time travel.

23. Descrivere le caratteristiche della memoria a lungo termine non dichiarativa (implicita o inconsapevole):

la memoria a lungo termine non dichiarativa si compone di quattro sistemi: la memoria non associazionistica, quella associazionistica, il priming percettivo e la memoria procedurale.

24. Descrivere il processo di produzione lessicale formulato da Levelt:

il modello di produzione lessicale ad opera di Levelt consiste in 5 fasi elaborative fondamentali: concettuale, grammaticale, morfofonologica, fonetica e articolatoria. La fase concettuale è prelinguistica e consiste nella pianificazione dell’intenzione comunicativa e la sua concettualizzazione; la formulazione grammaticale è una fase linguistica dove si devono trovare le parole adeguate al concetto; la fase morfofonologica consiste nell’accesso alle informazioni prosodiche dell’entrate lessicale tramite processo di sillabificazione; la fase fonetica permette l’identificazione degli allofoni per pronunciarla correttamente; la fase articolatoria consiste nell’effettiva produzione dei suoni.

25. Descrivere i processi della comprensione lessicale orale:

Nel processo della comprensione orale di un messaggio è possibile distinguere una serie di fasi elaborative: la fase preliminare è quella dell’analisi uditiva, poi il sistema di comprensione si interfaccia con il lessico mentale, a tale fase segue quella di entrata lessicale, dopo l’analisi fonologica c’è la fase del parsing (processo di codifica sintattica) e il risultato è la codifica di una frase, e l’ultima fase è quella di comprensione concettuale.

26. Descrivere i processi alla base della elaborazione di un discorso/testo:

l’elaborazione di un discorso è possibile grazie alla competenza testuale-discorsiva, che si trova al vertice della piramide delle competenze linguistiche. Questo tipo di elaborazione linguistica non può limitarsi al rispetto di strutture micro elaborative e intra frasali (semantica e sintattica) , ma deve tenere conto anche delle strutture macro elaborative del contesto situazionale del discorso/testo.

27. Descrivere le differenze tra approccio localizzazionistico, olistico e associazionistico alla definizione del sistema anatomo-funzionale del linguaggio:

localizzazionismo: secondo Franz Joseph Gall le facoltà mentali corrispondono a zone specifiche della corteccia cerebrale
olismo: il cervello lavora in modo unitario e non è possibile identificare aree con funzioni specifiche
associazionismo: le funzioni cognitive emergono dall’interazione tra i nodi di questi network neurali, in modo tale che una lesione in un nodo determina necessariamente la perdita di un’abilità, che viene compromessa più o meno gravemente in base all’entità della lesione e all’importanza del nodo all’interno della rete neurale

28. Descrivere il contributo di Broca alla definizione del sistema anatomo-funzionale del linguaggio:

Broca, attraverso lo studio di due pazienti con disturbi nella produzione di linguaggio, ha individuato una correlazione tra la parte posteriore del giro frontale inferiore sinistro (chiamata in seguito area di Broca) e la produzione linguistica: i pazienti con disturbi di produzione linguistica avevano una lesione in quell’area.

29. Descrivere i contributi di Wernicke alla definizione del sistema anatomo-funzionale del linguaggio:

Wernicke ha individuato la correlazione tra un disturbo di comprensione linguistica e lesione nella parte posteriore del giro temporale superiore sinistro (poi ribattezzata “area di Wernicke”)

30. Descrivere i contributi di Penfield alla definizione del sistema anatomo-funzionale del linguaggio: Penfield identificò vaste aree nella corteccia fronto-temporo-parietale sinistra implicate nella comprensione e produzione linguistica. I dati di Penfield costituivano la conferma sperimentale dell’esistenza di aree per la comprensione e per la produzione del linguaggio.

31. Descrivere il modello Wernicke-Geschwind:

Il modello connessionista di Wernicke del XIX secolo sostiene che

– nella porzione posteriore del giro temporale superiore dell’emisfero sinistro (l’area di Wernicke) sono localizzati gli aspetti recettivi del linguaggio

-le memorie acustiche sono essenziali sia per la comprensione che per la produzione del linguaggio

-le immagini motorie del linguaggio sono collocate nell’area di Broca (giro frontale inferiore dell’emisfero sinistro)

-l’area di Broca e l’area di Wernicke sono collegate dal fascicolo arcuato

-la lesione di una delle due aree porta a differenti patologie del linguaggio.

Il punto debole di questa teoria è la mancata considerazione dell’aspetto semantico-concettuale dell’elaborazione linguistica.

Perciò Lichteim aggiunge oltre all’area di Broca e di Wernicke il centro dei concetti.

L’anatomico Geschwind parte dagli assunti di Wernicke e Lichteim integrandoli con gli studi di anatomia che aveva compiuto: Geschwind scopre che gli esseri umani sono gli unici ad avere il lobo parietale inferiore dell’emisfero sinistro che si trova alla congiunzione di tre aree associative. Egli crede che quest’area sia fondamentale per interfacciare la percezione della parola udita con altre informazioni ad essa collegate.

Nel suo modello propone che i suoni percepiti vengano elaborati nella corteccia uditiva primaria, che passino per la corteccia uditiva associativa e che arrivino all’area di Wernicke: qui si accederebbe alla rappresentazione acustica della parola che attiva i concetti ad essa collegati e così la parola verrebbe compresa.

Per poter ripetere una parola appena udita, le informazioni ad essa associate verrebbero inviate tramite il fascicolo arcuato all’area di Broca (BA 44, 45), dove si attiverebbero le informazioni sulla pronuncia dei suoni che costituiscono la parola; queste ultime verrebbero inviate alle porzioni della corteccia motoria (BA4) adibite ai movimenti dell’apparato articolatorio.

La lettura sarebbe possibile perché l’informazione visiva raggiungerebbe la corteccia visiva primaria (BA17), per poi passare alla corteccia visiva associativa (BA 18,19) e raggiungerebbe le porzioni posteriori del lobo parietale inferiore sinistro nel giro angolare (BA 39); qui l’informazione visiva verrebbe convertita in informazione acustica che entrerebbe nell’area di Wernicke per il suo riconoscimento e comprensione.

32. Descrivere i punti deboli del modello Wernicke-Geschwind:

I punti deboli del modello di Wernicke-Geschwind (?):

33. Descrivere le caratteristiche delle afasie:

Le afasie sono una classe di patologie del linguaggio che possono rendere deficitarie la comprensione e la produzione di fonemi, parole e frasi e che in alcuni casi intacca anche le abilità di lettura e scrittura. Sono perciò disturbi delle competenze microelaborative. L’afasia è un disturbo centrale del linguaggio, in quanto non è attribuibile a difficoltà respiratorie o uditive, ma ad alterazioni funzionali del sistema cognitivo preposto all’elaborazione linguistica.

34. Descrivere il concetto di network neurale del linguaggio: le informazioni ottenute dalla neuropsicologia e attraverso le tecniche di neuroimaging ci hanno permesso di sviluppare una nozione associazionistica del linguaggio, superando l’idea che potesse essere il risultato dell’attività di una singola area oppure il frutto del lavoro globale e indistinto del cervello. Secondo questo approccio, una funzione cognitiva complessa come il linguaggio è opera di un network cerebrale ossia di una rete di aree corticali e sottocorticali, per cui il comportamento linguistico è il risultato dell’attività distribuita, interattiva e spesso in parallelo di elaborazioni più semplici. Inizialmente si pensava di poter restringere collocare i processi di produzione nelle aree frontali e in quelle causali i processi di comprensione, ma poi ci si rende conto che il network coinvolge ache polo temporale, aree prefrontali e giro temporale inferiore.

35. Descrivere i fattori cognitivi che influenzano lo sviluppo e il funzionamento di una competenza plurilingue:

-età di acquisizione
-bravura
– plasticità (funzionale e strutturale).

GARDEN PATH

Such a sentence leads the reader toward a seemingly familiar meaning that is actually not the one intended. It is a special type of sentence that creates a momentarily ambiguous interpretation because it contains a word or phrase that can be interpreted in multiple ways, causing the reader to begin to believe that a phrase will mean one thing when in reality it means something else. When read, the sentence seems ungrammatical, makes almost no sense, and often requires rereading so that its meaning may be fully understood after careful parsing:

” la vecchia porta la sbarra”

GOOD ENOUGH
The principle of good enough or “good enough” principle is a rule in software and systems design. It indicates that consumers will use products that are good enough for their requirements, despite the availability of more advanced technology.

Cultura 22 giugno 2017

Daniel Day-Lewis lascia la recitazione

Daniel Day-Lewis si ritira dalla recitazione a 60 anni, senza dare spiegazioni. E’ immensamente grato a tutti i suoi collaboratori e sostenitori.
“La sua è una decisione privata su cui lui o i suoi portavoce non rilasceranno ulteriori commenti” ha detto la portavoce Leslee Dart.
Day-Lewis è l’unico divo del cinema ad aver vinto tre premi Oscar: il primo per il film ‘Il mio piede sinistro’ nel 1989; la seconda statuetta gli è arrivata per la sua performance ne ‘Il petroliere’ nel 2007; e la terza per ‘Abraham Lincoln’ nel 2012. “Phantom Thread” che il 60enne attore anglo-irlandese ha da poco finito di girare con la regia di Paul Thomas Anderson, sarà l’ultimo.
Daniel, che vive in Irlanda, non e’ al primo addio al cinema anche se stavolta il suo appare un annuncio definitivo.

Picasso protagonista in Genius 2
Serie National Geographic prodotta da Ron Howard.

Sarà Pablo Picasso il protagonista della seconda stagione di Genius, la serie prodotta da Brian Grazer e Ron Howard. Le riprese di Genius-Picasso inizieranno alla fine del 2017 e la messa in onda è prevista nel 2018 sui canali National Geographic di 171 paesi del mondo.Così come fu per Albert Einstein, Picasso diede un’interpretazione del mondo completamente fuori dagli schemi, reinventando la nostra percezione di arte. Fu un’artista estremamente prolifico con oltre 50mila opere.
La sua passione e indomabile creatività sono inestricabilmente collegate con la sua vita privata, fatta di matrimoni tumultuosi, storie d’amore e alleanze politiche e personali.
Picasso ha vissuto la maggior parte della sua vita a Parigi, durante la prima metà del XX secolo, incontrando lungo la sua strada numerosi scrittori e artisti tra cui Ernest Hemingway, Henri Matisse, Marc Chagall, Gertrude Stein.
Cifra distintiva di Picasso fu la sua continua spinta a rinnovarsi per sfidare e superare i confini dell’espressione artistica.

Alberto Savinio biography

Alberto Savinio

Biography

Alberto Savinio was born in Athens the 25th august 1891, with the name of Andrea de Chirico, brother of Giorgio de Chirico, born in Volos in 1888. He will choose to be called Alberto Savinio in the years of the first stay in Paris, begun in 1910.
The father of the de Chiricos’ brother, the engineer Evaristo, belonged to a noble Italian family of diplomatics, that had stayed in Saint Petersburg and then in Constantinople.
Evaristo de Chirico was the owner of an enterprise of ferry constructions, and he had, also, installed in Greece the line Athens-Larissa, in Tessaglia.
While Giorgio de Chirico was directed towards the studies of paintings in the of Athens, Savinio was studying music, getting the degree very young, at 12, in piano.
At the father’s death, in 1905, the two brothers, with the mother Gemma, leave Greece and, after a first stay in Italy, with stops in Venice and Milan, to get to know their country of birth, they move to Monaco di Baviera. There de Chirico attends the Academy of Belle Arti and the fifteenth-year old boy Savinio takes lessons of harmony and counterpoint by the famous composer Max Reger.
The suggestions that both the de Chirico’s brothers receive from the dutch culture are essentially those of the thought of Shopenhauer, of Nietzche and Otto Weininger, beyond those of the music by Wagner and the paintings by Arnold Bocklin.
During this period, while Giorgio de Chirico stays in Munich, Savinio with the mother spends some time in Milan with the intention of finding a job, through Casa Ricordi, for his activity of composer. An opera, Carmela, composed at 16 years old, had interested Mascagni. The project does not get realized, but Andrea de Chirico, who will be later on Alberto Savinio, continues his activity of composer, and at the same time a dense activity of creative writing.
In 1910 he decides to go to Paris, where he is growing, around the figure of the poet Guillaume Apollinaire and the artists and literats next to him -Picasso, Max Jacob, Francis Picabia, ecc- the modern avan-guard.
Savinio gets immediately in touch with Apolinnaire, and they become friends. He publishes in Apolinnaire’s magazine “Les soirées de Paris”, his first poetic writing in French, Le chants de la mi-mort, and also theorical papers and programmatic on music.
Le chants de la mi-mort were equipped by pieces composed for a complete show that never got done. The suite for piano of Chants, together with other pieces for voice and piano, are the programm of a concert, that had place in may 1914, by “Les soirées de Paris”, a concert that impressed a lot the auditory, among which the leading exponents of the culture of Parisien avanguard, Picasso, Archipenko, Paul Guillaume and Italians Soffici and Canudo who were in Paris, for the passion and real impetuosity of the young composer and pianist.
In a note of many years later Savinio stated that the characters of Chants de la mi-mort are a the origin of the metaphysical painting of his brother Giorgio de Chirico. Savinio also said that his pieces of those years are the equivalent in music of Apollinaire’s poetry and of his brother’s painting.
On the magazine Les soirées de Paris it is written that the scenes and stage costumes of Chants are made by the author. It seems then that the activity of painter for Savinio has started well before the official beginning in 1925.
In 1914 the war breaks out. In 1915 Italy gets into the war and the two brothers Giorgio and Andrea de Chirico are mobili(z/s)ed and they reach, in Italy, the district of Ferrara.
The two brothers take a house in Ferrara, together with their mother Gemma, in Via Montebello, in front of Tibertelli’s Palace, di Filippo De Pisis.
While Savinio dedicates to Ferrara his paper Frara, city of Worbas, De Pisis writes on Ferrara Città of 100 meraviglie, dedicated to Savinio.
In Ferrara Giorgio de Chirico and Carlo Carrà get recovered to the Hospital of Villa del Seminario, until the end of the war.
The meeting in Ferrara between Carrà and de Chirico, Savinio, De Pisis, will determine the diffusion of the metaphysical painting, that de Chirico had already elaborated by himself.
In june 1917 Savinio is sent to the eastern front in Salonicco as an interpreter of neogreco. From there he sends literary papers to many Italian and international avant-garde magazines like “Dada” by Tristan Tzara, in the first issue of which, in 1917, Un vomissement musical is published, in the third issue Seconde origine de la Voie lactée.
At the end of 1918 it gets demobilised, he goes back to Italy and he reaches his mother and his brother in Rome. He continues a dense collaboration with the avant-guarde magazines. In 1918 his first Italian book Hermaphrodito gets published for the Editions de la Voce. In 1920 on “Il convegno” he publishes La casa ispirata. In the meantime he works with esthetical essays with the magazine “Plastic values” by Mario Broglio. This magazine intends to represent a call to order in the fields of arts, like at the same time “La Ronda” by Cardarelli in the literary field.
In 1924 he gets in touch with the group of young authors and actors that give birth to the Theatre of Art: Bontempelli, Prezzolini, Orio Vergani, Stafano Landi and his father Luigi Pirandello, who will assume the direction of it. For the Theater of Art he writes Capitano Ulisse, programmed for the 1925, which will be represented only in 1938. At the Theater of Art La morte di Niobe is played, a mimic tragedy, whose musical part had been written in 1913, with scenes and costumes made by Giorgio de Chirico. The literary paper is published in 1925 on “la rivista di Firenze”, directed by Giorgio Castelfranco.
In april 1926 Savinio sends to the brother de Chirico in Paris a group of pictorial operas on paper; de Chirico answers back immediately defining these drawings “very beautiful and all impressive”. In July 1926 he moves to Paris with his wife, the actress Maria Morino known by the Theatre of Art, and he starts an activity as a painter.
According to De Pisis ” Savinio already knew how to paint. I remember some drawings with the pen, almost preraffaellite and bockliniani, with Greek temples and figures with black peplos on the bench of the sea.
And Giorgio Castelfranco from his part says: “It is interesting this phenomenon for us historians of art; the key belongs almost to the atelier of Renaissance. To see working, being next to someone who paints, gives evidently the opportunity of learning without sensibility through eye and memory”.
He develops relationships with merchants of art from Paris, like Jeanne Castel, ex segretaria and socia of Paul Guillaume.
In October 1827 he has his first exhibition by the Gallery Bernheim jeune, presented by a calligram made by Jean Cocteau.
The years in Paris has been for Savinio of great pictorial activity.
In 1928 the daughter Angelica was given to birth in Paris.
In Turin in 1932 he has a great personal exhibition by the “Society Friends of Art” at Valentino and at the same time he has an exhibition in Florence in places of the newspaper “La Nazione”.
In 1933 he gets back to Italy for the last time, because of the economical crisis and he lives for a certain period in Turin, in Milan, and from 1937 finally in Rome.
In 1934 the son Ruggero was born in Turin.
He continues the literary activity and the collaboration with newspapers and magazines.
Tragedy of childhood, for the initiative of Libero De Libero, is published in the Editions of Cometa, in Rome, in 1937.
In that time period Carlo Belli was writing: “Savinio was unreachable like some wise Asian persons who (hanno fatto il pieno della sapienza). He had understood everything before everyone, and this privilege, instead of making him proud, was making him sad”.
These years see an intense literary activity. He works for newspapers, for example in 1934 “La Stampa” in Turin; in 1935 he directs together with Carlo Peroni, “Broletto”, a magazine that gets published in Como. From 1937 he works with the magazine “Omnibus” by Leo Longanesi, closed in 1939 for an article written by Savinio on the death of Leopardi in Naples, considered irreverent.
In 1938 he publishes by Vallecchi Achille innamorato, that comprehends novels partly written in the years in Paris; in 1939 he publishes Dico a te, Clio, the report of a trip in the secret Italy between Abruzzo and Etruria.
In this period Savinio has many exhibitions: in 1940 at the Gallery del Milione in Milan, with a self-presentation in catalogue and a writing by de Chirico.
In that period of war the books which give him the most of the glory get published: Childhood of Nivasio Dolcemare (1941), Casa “la Vita” (1943), Narrate, uomini, your story (1943), Our soul (1944), with two lithographies, Maupassant and the Other (1944), Sorte of Europe (1945). From 1941 he writes the items published on Domus merged into the New Encyclopedia, published posthumous.
In 1945 he has an exhibition in Rome at the Gallery La Margherita by Irene Brin and Gaspero Del Corso. In the same year accomplishes the lithography My parents by Concilium Lithographicum by Velso Mucci, where appear the figures of “poltromamma” and “poltrobabbo”, metamorphosis of the parents incorporated in their armchairs.
At the end of the years Quaranta he intensifies the activity of drawing publishing in 1944 the illustrations for Luciano di Samosata, Dialogues and essays, and A real story, equipped with a preface and notes written by Savinio.
In the post-war he continues the collaboration with newspapers and magazines, like “Il corriere della sera” and “Il corriere dell’informazione”. Still in the post-war he gets back to music, composing the…
In that period he makes also many scenic installations of lyric operas for the theatre alla Scala: Oedipus rex made by Stravinskij in 1948, in 1949 i racconti di Hoffmann, in 1950 L’uccello di fuoco by Stravinskij, in 1951 the ballet, or tragi-comedy mimed and danced, Vita dell’uomo, with his scenes and costumes.
As a musician he composes also the “small opera” in an act Orfeo Vedovo, represented in autumn 1950 in Rome for the “spettacoli dell’Anfiparnaso”. He also composes, still in 1950, the radiophonic opera Agenzia Fix, and the year after another radiophonic opera: Cristoforo Colombo.
He also writes theatrical papers La famiglia Mastinu (1948), Emma B. vedova Giocasta (1949), Alcesti di Samuele, played by Giorgio Strehler at the Small Theatre in Milan 1950.
As a painter he has an exhibition at the Gallery La Bussola in Turin in 1950 and in the same year at the Gallery Lo Zodiaco in Roma.
In 1952 he is sent with a personal sala to the festival “Artisti d’Italia” by the Royal Palace in Milan.
In the same year he sets up scenes and costumes for Armida, by Gioacchino Rossino, in the Musical Florentine May.
The 5th of May 1952 he suddenly dies.

Writings of complement by Alberto Savinio and testimonies

Alberto Savinio:

“(avrà) at least cubism had the power of sending to (diavolo) once for ever the already dominant opinion: that art be research and representation of beauty”. (1919)

“We live in a ghostly world with which we get gradually in touch” (1919)

“Man, after having suffered the tragedy, reaches the ironic sense” (1919)

“Fullness of representation of spiritual necessity in its plastic limits” – expressive potentiality of spectralness of aspects-irony” (1919)

“Every memory, and the shadow of a representation of what was childhood, is the confirm brutally cruel that life, by law, is a defeat”.

“We, the character of our painting, is this hard, rigorous constructiveness, not made sweet by romantic aura because the romantic feeling comes from the desire of what we have lost, from this continuous and sad game between us and the time) but only veiled from a poetic feeling beyond time, so metaphysical” (1942)

” I would love to live in paintings made by Poussin, Bocklin, of my brother Giorgio de Chirico”. (1945)

“Surrealism, for what I see and know, is the representation of shapeless, which is what has not taken a shape yet, is the expression of the unconscious which is what consciousness has not organized yet. For what concerns my surrealism, if we can talk about surrealism, that is exactly the opposite…because it does not only represent the shapeless and express the unconscious, but it also wants to give shape to the unconscious and consciousness to the unconscious (1945)

“My painting should not be seen, can’t be judged as you look at, as you judge painting born directly from the eye, from the paint brush, from the colour, from the relationship between tone and other cinches… my paintings do not finish where painting ends. They continue. And it’s clear. They were born before they had been painted. It is fair that they live also beyond the painted surface”. (1949).

“I have clearly felt, clearly understood that when reason of art of an artist is deeper and so it precedes the single reason of each art, when artist, in other words, is a creative centre, it is stupid, dishonest and immoral to be closed in a single art, be subjugated by its specific reasons, to its special reasons. And I have been brave enough to go beyond arts, above them”.

Guillaume Apollinaire:

It is a spirit eminently dramatic, and it has the hope and the will of bringing on scene the powerful blow of a real poetry. He thinks that he can present in the theatre and let emerge with his music everything that, in our time period, emerges through a weird and enigmatic shape” (1914)

Italo Cremona:

That day of our first meeting the painter Alberto Savinio was taking inspiration from an old print of marine monsters, but we do not remember what he had started to obtain from them. It was the time of his certain madreporic landscapes, then become famous and it is natural that he was keeping next to himself some stimulating documents as a base for those inventions with a naturalistic background conducted with a very personal writing”.

Elio Vittorini

“He appears ironic in the most modern sense of the word. But with a spirit intensively humanistic, where for humanism we intend a position of exquisite and refined culture ( Hellenic position) in front of the immense Hellas of the whole past, from the Egyptians to De Chirico” (1933)

André Breton:

The whole modern mythology still in formation has her sources in the two operas, almost inseparable in the spirit, of Alberto Savinio and his brother Giorgio de Chirico” (1937)

Palma Bucarelli:

” Savinio is not a painter as we intend in terms of pure “critique of art”: first of all, he is a brain, a factory of ideas (1945)

Radiohead

Radiohead incantano Firenze, ricordando “Ok computer” Oltre 40 mila fan nel parco delle Cascine per la band inglese Thom Yorke e i suoi Radiohead hanno preso per mano Firenze, incantandola e avvolgendola con la loro musica polimorfa e mutevole, mercoledì 14 giugno. Ben oltre quarantamila i fan assiepati nel parco delle Cascine per la prima data italiana degli alternative rockers dell’Oxfordshire: tornando in Italia dopo 5 anni il gruppo ha ampiamente superato il risultato di presenze di allora, circa 30 mila spettatori. Un grande effetto di luci bianche liberate sopra il palco come colombe, ha dato il via al live: il primo pezzo é stata la delicata “Daydreaming”, voce e piano, da Moon Shaped Pool, ultima fatica sfornata lo scorso anno. E’ intorno a questa loro ultima fatica ed al più tagliente monumento rock anni Novanta “Ok Computer” , che il concerto ruota. “Airbag”, “Lucky”, “Let down”, “Street spirit”, sono tutti in scaletta, insieme a bombe elettroniche degli album successivi come “Amnesiac”, “Kid A”, i più recenti “In rainbows” e “King of limbs”. E non potevano certo mancare le due canzoni che hanno reso il gruppo leggendario alla fine dello scorso secolo: “Paranoid Android” e “Karma Police”.

Strega

Strega: Cognetti guida cinquina, seconda Ciabatti Entrano tra i cinque anche Wanda Marasco, Alberto Rollo e Matteo Nucci A Casa Bellonci, a Roma, mercoledì 14 giugno c’è stata la premiazione dello Strega 2017: Con 281 voti Paolo Cognetti e il suo ‘Le otto montagne’ (Einaudi) guida la cinquina del Premio. Al secondo posto Teresa Ciabatti con ‘La più amata’ (Mondadori) che ha avuto 177 voti e al terzo Wanda Marasco con ‘La compagnia delle anime finte’ (Neri Pozza), con 175 voti. Entrano tra i cinque Alberto Rollo con ‘Un’educazione milanese’ (Manni) con 160 voti e Matteo Nucci con ‘E’ giusto obbedire alla notte’ (Ponte alle Grazie) con 158. A presiedere il seggio è stato Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega 2016.
Paolo Cognetti con ‘Le otto montagne’ (Einaudi) ha conquistato il consenso dei ragazzi tra i 16 e i 18 anni, in rappresentanza di 50 licei e istituti tecnici su tutto il territorio italiano e all’estero (Berlino, Bucarest, Parigi, Bruxelles), che compongono la giuria dello Strega Giovani. Un consenso che per lo scrittore ha un valore speciale perché lui ha sempre scritto per gli adolescenti.

ANALISI D’INTERPRETAZIONE MUSICALE

1) Durante il corso abbiamo analizzato il problema dell’interpretazione che viene considerata da alcuni creazione (PUGLIATTI) e da altri tecnica (PARENTE). Tra gli interpreti ci sono quelli classici che aderiscono alla realtà (centripeti) e quelli romantici che sono più originali e creativi (centrifughi). Paragonando Tartini a Paganini, Bach a Liszt la figura del virtuoso cambia: nel settecento la virtù corrisponde con l’abilità tecnica; nell’ottocento con il successo individuale, la presenza fisica, l’originalità, la creatività. Il tema dell’autenticità infatti corrisponde all’equilibrio tra l’universo del compositore e quello dell’interprete, ossia in quale misura l’interprete si attiene alle intenzioni del compositore.

2) In particolare abbiamo letto il libro “Mille e una Callas” Voci e Studi a cura di Luca Aversano e Jacopo Pellegrini, i cui saggi analizzano, appunto, la relazione tra il rispetto della tecnica e della partitura da un lato e l’originalità e la creatività dell’interpretazione della cantante, dall’altro (con il suo tentativo di trascendere il fisico per arrivare al metafisico): ogni saggio analizza tale equilibrio da un punto di vista diverso.

3)Durante questi dodici incontri abbiamo analizzato l’equilibrio tra il ruolo del compositore, dell’interprete e del direttore d’orchestra: il primo capisce la partitura in maniera analitica, il secondo la esegue in maniera attiva e “creativa”, l’ultimo guida l’orchestra, nei particolare e nel generale, affinché l’opera venga eseguita correttamente. Nello specifico abbiamo nominato Stravinsky, Vivaldi, Liszt, Verdi, Mozart, Locatelli, Brahms, Busoni Rubinstein, Thalberg von Bulow, Michelangelo, Horowitz e Cortot, Shonberg, Boulez, Wagner, Mendhelsson, Berlioz, Stockhausen.

Norma Miller, un secolo di swing a Milano:

Sabato 27 maggio la ballerina, coreografa, attrice e autrice, regina dello swing, testimone e protagonista della scena jazz newyorkese, performer 97enne, Norma Miller sarà protagonista di una serata allo Spirit de Milan dove presenterà in anteprima mondiale il cd “A Swingin’ Love Fest”, unico disco nella carriera dell’ultima testimone vivente dell’epoca del Savoy di Harlem, New York, e icona indiscussa dell’indie pop, un genere musicale di alternative rock nato nel Regno Unito verso la metà degli anni ottanta, inciso insieme alla Billy Bros Swing Orchestra di Pescara. Parte del ricavato dalla vendita del cd finanzierà la realizzazione dello spettacolo a cui Norma Miller sta lavorando, da mettere in scena a Broadway. Oltre al CD Miller presenterà anche “Swing, Baby Swing”, il libro in cui racconta le tappe culturali e sociali di un secolo di storia americana e gli aneddoti della sua vita.
Vi sarà anche una proiezione del documentario “Queen of Swing”, che ripercorre la storia di Norma e degli Stati Uniti, mescolando il ballo all’impegno contro la segregazione razziale. In queste due serate Miller sarà accompagnata da un altro mostro sacro dello swing, Chester Whitmore, musicista e ballerino di tip tap.